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	<title>KaribuniKaribuni &#187; Generali</title>
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	<description>Benvenuti a Njombe - Tanzania</description>
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		<title>Un saluto</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 12:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carissimi, dopo quasi due mesi dal nostro rientro abbiamo deciso di tornare su queste pagine, per darvi qualche notizia. Innanzi tutto per dire che abbiamo vissuto e ancora viviamo momenti emotivamente molto significativi, guardando la nostra vita in Italia per somiglianza e differenza rispetto alla nostra vita a Njombe. Questo processo credo durerà ancora qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimi,</p>
<p>dopo quasi due mesi dal nostro rientro abbiamo deciso di tornare su queste pagine, per darvi qualche notizia.<br />
Innanzi tutto per dire che abbiamo vissuto e ancora viviamo momenti emotivamente molto significativi, guardando la nostra vita in Italia per somiglianza e differenza rispetto alla nostra vita a Njombe. Questo processo credo durerà ancora qualche tempo. I ricordi della Tanzania sono molto vivi e molto belli, ci mancano tante piccole cose che rendevano piene le nostre giornate anche senza supermercati, autostrade&#8230; </p>
<p>Abbiamo deciso di mantenere questo sito anche se per il momento non verrà aggiornato. Torneremo a scrivere qui nel caso di missioni o viaggi che ci riportino sui luoghi o sulle tematiche trattate. Vorremmo però tenervi informati degli ultimi eventi tramite la mailing list di Nessuno Escluso e una mail nostra quando avremo altre news. Tutti quelli che sono interessati scrivano una mail a: paolo@karibunikaribuni.it</p>
<p>Kwa heri, kwa heri, kwa heri jamaa,<br />
Kwa heri, kwa heri, kwa heri jamaa,<br />
tutaonana yoyo Mungu akipenda</p>
<p>Kwa heri</p>
<p>Paolo e Federica  </p>
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		<title>Siamo a casa</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 07:38:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti! Domenica siamo arrivati a casa. E&#8217; per il momento difficile ambientarci ancora, ma è stato molto bello rivedere i nostri cari. Tra qualche giorno proveremo a scrivere qualche sensazione. ps. abbiamo dei nuovi numeri di telefono. Se li volete scriveteci una mail! paolo@karibunikaribuni.it]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti!<br />
Domenica siamo arrivati a casa.<br />
E&#8217; per il momento difficile ambientarci ancora, ma è stato molto bello rivedere i nostri cari.<br />
Tra qualche giorno proveremo a scrivere qualche sensazione.</p>
<p>ps. abbiamo dei nuovi numeri di telefono. Se li volete scriveteci una mail! paolo@karibunikaribuni.it </p>
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		<title>Un anno di skype</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 07:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image249" alt=video-call-snapshot-2.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-2.png" /><br />
<img id="image250" alt=video-call-snapshot-4.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-4.png" /><br />
<img id="image251" alt=video-call-snapshot-6.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-6.png" /><br />
<img id="image252" alt=video-call-snapshot-11.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-11.png" /><br />
<img id="image253" alt=video-call-snapshot-14.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-14.png" /><br />
<img id="image254" alt=video-call-snapshot-23.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-23.png" /><br />
<img id="image255" alt=video-call-snapshot-31.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-31.png" /><br />
<img id="image257" alt=video-call-snapshot-36.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-36.png" /><br />
<img id="image258" alt=video-call-snapshot-47.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-47.png" /><br />
<img id="image259" alt=video-call-snapshot-51.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-51.png" /><br />
<img id="image261" alt=video-call-snapshot-65.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-65.png" /><br />
<img id="image262" alt=video-call-snapshot-68.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-68.png" /><br />
<img id="image263" alt=video-call-snapshot-73.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-73.png" /><br />
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<img id="image266" alt=video-call-snapshot-97.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-97.png" /><br />
<img id="image264" alt=video-call-snapshot-74.png src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/video-call-snapshot-74.png" /></p>
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		<title>Il ratto gigante africano</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 19:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi abbiamo fatto tappa a Morogoro, dove qualche mese fa si è trasferita a lavorare Sabrina. Quando ci ha raccontato della sua decisione di lavorare per un progetto che coinvolge dei ratti giganti, pensavamo si trattasse di uno scherzo, ma una volta capito bene di cosa si tratta, ci siamo incuriositi per davvero e abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi abbiamo fatto tappa a Morogoro, dove qualche mese fa si è trasferita a lavorare Sabrina. Quando ci ha raccontato della sua decisione di lavorare per un progetto che coinvolge dei ratti giganti, pensavamo si trattasse di uno scherzo, ma una volta capito bene di cosa si tratta, ci siamo incuriositi per davvero e abbiamo deciso di passare per vedere con i nostri occhi le attività che svolgono, così anche da poter salutare la nostra amica prima della nostra partenza.<br />
L’organizzazione si occupa principalmente dell’allevamento e addestramento di ratti giganti africani per effettuare due attività: l’identificazione di esplosivo all’interno dei campi minati e l’analisi di campioni di saliva per identificare la presenza di tubercolosi (o grande raffreddore come si tradurrebbe dal Kiswahili direttamente).<br />
Fin dalla nascita i roditori vivono in cattività e vengono educati a riconoscere tutti gli odori che incontreranno nel loro lavoro. La presenza di sostanze volatili legate all’esplosivo o alla TBC vengono legate alla somministrazione di un premio culinario. Il topo, poco per volta, si abitua ad identificare attraverso il suo fine olfatto quel particolare odore e quindi a segnalarne la presenza, per ottenere il premio desiderato.<br />
Al momento i ratti addestrati e certificati vengono già utilizzati per lavorare con i loro addestratori nei campi minati del Mozambico, mentre ancora si sta procedendo a raccogliere la certificazione necessaria e il riconoscimento medico per iniziare sul campo l’attività di test per la tubercolosi.<br />
In ogni caso i risultati ci sembrano sorprendenti. Abbiamo visto un topo analizzare per due volte, nell’arco di 10 minuti, 70 campioni di saliva identificando quelli che erano già stati testati in laboratorio e segnalando altri 6 casi sospetti. Infatti a volte, soprattutto nei pazienti sieropositivi, il corpo non produce anticorpi e quindi la malattia non è evidenziata dal test, mentre i topi riescono comunque a trovarla! Inoltre fanno in 10 minuti il lavoro che terrebbe occupato un operatore di laboratorio un’intera giornata.<br />
Dopo aver lottato per un anno per la supremazia all’interno della casa di Njombe con i piccoli abitanti che già la occupavano, ci ha fatto un po’ strano familiarizzare con questi topoloni di 30 cm. + coda, ma in effetti sono molto simpatici e simili a criceti.<br />
Quindi non ci resta che dire HERO RAT!</p>
<p><img id="image244" alt=ratto-sminatore.jpg src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/ratto-sminatore.jpg" /><br />
<img id="image245" alt=ratto-analista-di-laboratorio.jpg src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/ratto-analista-di-laboratorio.jpg" /><br />
<img id="image246" alt=amici.jpg src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/amici.jpg" /><br />
<img id="image247" alt=ma-no-sei-un-eroe.jpg src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/ma-no-sei-un-eroe.jpg" /></p>
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		<title>Kwa heri Njombe</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 13:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Abbiamo salutato Njombe ieri mattina, con nuvole grigie e temperature autunnali. Abbiamo anche salutato i nostri guardiani e le cuoche che ci sono tornati a casa con una nuova linea abbigliamento da sfoggiare nel corso cittadino (visto che una è la strada asfaltata che attraversa Njombe). Per il momento questo viaggio non ci sembra molto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo salutato Njombe ieri mattina, con nuvole grigie e temperature autunnali. Abbiamo anche salutato i nostri guardiani e le cuoche che ci sono tornati a casa con una nuova linea abbigliamento da sfoggiare nel corso cittadino (visto che una è la strada asfaltata che attraversa Njombe).<br />
Per il momento questo viaggio non ci sembra molto diverso dagli altri fatti per accogliere o accompagnare gli ospiti che ci sono venuti a trovare durante questo periodo. Forse sarà strano prendere l&#8217;aereo e atterare a Malpensa!<br />
Stiamo passando a salutare tutte le persone più care che abbiamo conosciuto. Ieri abbiamo pranzato con Fausta, quindi ci siamo fermati ad incontare Annie e Kessia dopo Mafinga, poi ad Iringa per salutare suor Adolfina, che ci ha sostenuto culinariamente nel nostro soggiorno tanzaniano, con salse, tortellini, pizza (tutto rigorosamente fatto a mano nella sua scuola di cucina).<br />
Chiudiamo questo commento giornaliero con una storia che abbiamo sentito da una suora di 95 anni (di cui 70 in Tanzania).<br />
&#8220;Mi raccomando &#8211; ci dice &#8211; state attenti ai ladri. Una mia amica arrivata all&#8217;aeroporto si è accorta di non avere più il cellulare, allora si è fatta prestare quello di un amico per provare a chiamarlo. Il telefono ha iniziato a squillare sotto un cappello. Di un poliziotto!&#8221;</p>
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		<title>Il giorno della festa</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image241" alt=dalla-festa.jpg src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/dalla-festa.jpg" /></p>
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		<title>Ultimi giorni a Njombe</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 07:55:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>

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		<description><![CDATA[Questi giorni di giugno sono stati molto intensi. Inizia a fare freddo qui a Njombe, ma a noi sembra per il momento più sopportabile che un anno fa, quando siamo arrivati. Forse dipende dal fatto che eravamo senza macchina e senza casa, e quindi più esposti alle intemperie? Stiamo cercando di sfruttare tutto il tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questi giorni di giugno sono stati molto intensi. Inizia a fare freddo qui a Njombe, ma a noi sembra per il momento più sopportabile che un anno fa, quando siamo arrivati. Forse dipende dal fatto che eravamo senza macchina e senza casa, e quindi più esposti alle intemperie?<br />
Stiamo cercando di sfruttare tutto il tempo che abbiamo, e quindi giriamo per i villaggi, parliamo con la gente, pensiamo a cose da fare nel futuro. Abbiamo incontrato anche gran parte degli amici che ci siamo fatti nel corso di questo anno, alcuni vicini, chi ci ha sostenuto nei momenti di difficoltà che abbiamo incontrato.<br />
Ieri abbiamo fatto una piccola festa con i bambini di COF, invitandoli a giocare e mangiare a casa nostra. E&#8217; stato bello vedere il nostro giardino pieno di bimbi che giocavano e guardare con loro un po&#8217; di foto dell&#8217;anno trascorso insieme. E&#8217; stato bello anche salutarci con il sorriso sulle labbra e immersi nel gioco, stanchi e sudati per le corse e le danze. Ci siamo impegnati a tornare a trovarli e quindi credo che dovremo organizzarci per altri viaggi.<br />
Nel frattempo prepariamo le borse per vedere quante cose dovremo lasciare qui&#8230;<br />
Poi martedì mattina partiamo, ed iniziamo il lento percorso di avvicinamento a Dar es Salaam e quindi all&#8217;Italia. Abbiamo apprezzato molte volte l&#8217;importanza del tempo che scorre, a volte anche frustrando i nostri programmi. Ora, non ci sembra giusto pensare di poter tornare solo in una notte. Una settimana di riavvicinamento basterà?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dal mese scorso</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 06:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="image238" alt=fodo-di-gruppo.jpg src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2009/06/fodo-di-gruppo.jpg" /></p>
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		<title>Come spedire un “pacco” dalla Tanzania in Italia, facendo tutto da soli. Manuale in tre punti.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 09:25:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Punto primo. Acquistare il pacco (tempo occorso: circa 8 ore nell’arco di 2 mesi e mezzo). Nello specifico si tratta di una statua. Perché la statua? Insomma, abbiamo pensato di portare a casa con noi, o meglio di inviare a casa prima di noi, qualche cosa di significativo che ricordasse questo anno che in ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Punto primo. Acquistare il pacco (tempo occorso: circa 8 ore nell’arco di 2 mesi e mezzo). Nello specifico si tratta di una statua. Perché la statua? Insomma, abbiamo pensato di portare a casa con noi, o meglio di inviare a casa prima di noi, qualche cosa di significativo che ricordasse questo anno che in ogni caso rimarrà unico (anche se nel futuro dovessimo ripartire per altri progetti) per le emozioni e le sensazioni che ha prodotto in noi. L’acquistare qualche cosa di significativo ci potrebbe (ma non ne sono sicuro) anche salvare dall’acquisto di 100 altri pacchettini. Quindi abbiamo identificato l’oggetto: si chiama ujamaa e rappresenta l’idea di Nyerere della società basata sulla solidarietà famigliare e comunitaria. A noi piace un sacco perché ci sono tante persone diverse e che fanno cose diverse, perché è fatto in finto ebano che si chiama mpingo e perché è tutto ricavato dallo scavo di un unico albero. I due mesi e mezzo sono stati necessari per fare una sorta di asta interna al mercato Mwenge di Dar Es Salaam, in modo da ottenere dei prezzi sì da bianco, ma magari non proprio da turista all inclusive. Una volta raggiunto l’accordo sul prezzo, ci siamo posti un quesito: come inviare in Italia una statua di legno alta 1,70 metri?<br />
Punto secondo. Raccolta informazioni (tempo occorso: circa 7 ore nell’arco di 3 settimane). Come tutte le raccolte di informazioni che si rispettino, siamo partiti dal passaparola sia con Tanzaniani che con espatriati che vivono a Dar. Come sempre accade, le versioni e le proposte sono state delle più disparate: volendo escludere la via carovaniera tra Kenya, Sudan ed Egitto, ci rimanevano per lo più due possibilità, la spedizione via mare o via aerea. Alla fine ci siamo risolti per la seconda ipotesi, che dava qualche garanzia in più riguardo a tempi e arrivo concreto del “pacco”. Purtroppo non era possibile, abbiamo scoperto, inviare il pacco come bagaglio aggiunto nel nostro volo, in quanto superava  le dimensioni massime accettate, di circa 158 cm. Abbiamo quindi messo a confronto due possibili ipotesi, la spedizione tramite Cargo della Swiss o l’invio tramite DHL. I prezzi messi a confronto (100 $ contro 450$) hanno risolto in breve la scelta. Quindi abbiamo affrontato il primo colloquio con personale locale, colloquio che noi ritenevamo conclusivo ed invece era solo esplicativo. In pratica abbiamo scoperto che:<br />
1.	il trasporto per Dar e fino all’aeroporto rimaneva di nostra competenza (costo previsto ?);<br />
2.	trattandosi di Mpingo avremmo dovuto portare la statua al Ministero Tanzaniano per le Risorse Naturali, in modo da ottenere i relativi permessi per l’esportazioni (costo previsto 15$);<br />
3.	l’imballo in legno era consigliabile ma avrebbe comportato un ulteriore viaggio presso aziende con licenza di certificare il legno dell’imballaggio, controllando che questo sia stato preventivamente fumigato correttamente, onde evitare penali all’arrivo del “pacco” in Europa (costi imprevisti);<br />
4.	all’arrivo in aeroporto a Milano, qualcuno sarebbe dovuto andare a ritirare il “pacco” e pagare eventuali spese di handling / diciamo gestione del “pacco” medesimo.<br />
Fiduciosi che questo fosse tutto, abbiamo deciso di passare al punto tre, non prima di aver cercato invano, immersi letteralmente nel traffico pazzo del centro, la sede del Ministero che nel frattempo si era trasferita in zona più esterna e meno trafficata, aver raggiunto la sede stessa(descritta nel punto 3) ed aver scoperto che l’incaricato era quel giorno uscito (?!?).<br />
Punto tre. Acquisto e invio del “pacco” (tempo occorso: circa 8 ore, dalle 7:20 alle 15:05 in un’unica giornata). Ecco quindi delineato il nostro percorso designato: Mercato (acquisto) – Ministero – Mercato (imballaggio) – Ufficio Swiss (Dar centro) – Swiss Cargo (Aeroporto J.K. Nyerere di Dar). Fortunatamente il passaggio uno è stato anticipato ad altra data, quindi in mattinata abbiamo affrontato immediatamente il palazzo ministeriale che, ironia della sorte, si chiama Mpingo. Non so chi di voi ha mai letto o visto “le 12 fatiche di Asterix”. In quel caso ricorderà che una delle prove titaniche da affrontare era quella di ritirare il certificato A38 da un ufficio dell’amministrazione dell’Impero Romano (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=gSUrtIcuAhs ">la Casa che rende folli</a>).<br />
Bene, non appena sono entrato in questa struttura mi sono subito sentito a pieno in quella storia. Innanzi tutto l’intero edificio (di 5 piani e circa 400 uffici, terminato a Gennaio 2009) è rivolto verso un’entrata interdetta ai privati, ma destinata credo solo al ministro e al suo più stretto enturage. Quindi mi sono trovato ad arrampicarmi fino al terzo piano attraverso una scala evidentemente di emergenza. La struttura interna ricorda un dedalo, ogni porta ha una targa con un numero ed una lettera, ma questi numeri non seguono apparentemente né un ordine matematico né tanto meno logico. La prima signora alla quale mi sono rivolto, e occorre considerare che tutte le conversazioni si sono svolte in kiswahili (per brevità quindi escluderò i convenevoli), mi ha detto: Guardi che questo non è il terzo piano, ma il secondo! Di fronte alla mia perplessità ha aggiunto: forse lei non considera l’inframezzato (mi ci sono voluti circa 40 secondi solo per capire il significato di questa espressione). Rinfrancato sono salito di un’altra rampa, senza considerare che la scala di sicurezza, non so per quale strano motivo, non passa da tutti i piani!!! Quindi sono sceso di un piano da una scala secondaria interna e mi sono ritrovato sul piano tre. Un secondo ed un terzo interlocutore mi hanno aiutato a capire, che, per il mio caso, aveva competenza l’ufficio 304 – quindi chiaramente sul terzo piano a cui ero felicemente approdato. Con rinnovata fiducia mi rivolgo quindi all’ufficio 304, dove, una signora intenta nella lettura di una carta, solleva lo sguardo e mi fa: R 304, non L 304. Con sgomento mi accorgo che nel piano oltre ai numeri ci sono tre lettere L – M – R. Questo fatto, combinato con l’apparente mancanza di logica del tutto, di colpo mi lascia interdetto. Mi faccio forza e riparto alla ricerca. Dopo aver passato diversi corridoi per due o tre volte trovo finalmente l’R 304. L’impiegato che trovo all’interno mi avvisa che la persona che sto cercando si trova in effetti in un corridoio – open space – dove ero già passato 3 volte. Dunque qui alla fine ottengo i certificati, trovo la cassiera al piano 1 ufficio L 132, pago le tasse dovute (TZS 80.000,00) e ottengo finalmente i certificati.<br />
Di qui di corsa (figurata chiaramente) ad imballare la statua con giornali, due materassi, cartone, filo e nastro adesivo (a questo punto avrete già capito perché abbiamo preferito evitare la scatola in legno fumigata e certificata!). Dato che avevo tirato sul prezzo un po’ troppo, il negoziante mi ha messo al lavoro in modo da contribuire personalmente alla realizzazione dell’opera. Con apprensione ci accorgiamo che il pacco ha ormai raggiunto le dimensioni di 175 per 30 per 30. Tempo per la realizzazione dell’opera: 1 ora e 30 minuti.<br />
A questo punto decidiamo di prendere un taxi in modo da limitare i potenziali danni alla macchina nel centro di Dar e ci dirigiamo all’ufficio  centrale della Swiss. Una volta che ci vede con la statua l’impiegato gentilissimo della Swiss misura il “pacco” ci fa fare il biglietto scontato visto l’inconveniente del Ministero. Solo a quel punto prova a darci qualche indicazione per la parte che noi avevamo considerato finale, e che invece è quella a maggior rischio: il passaggio in dogana, la raccolta di tutti i certificati e l’invio presso la stazione cargo. Il tutto, visto il nostro approccio generale alla Tanzania, senza dare mance o aiuti alla procedura.<br />
Non appena arriviamo in aeroporto, ci accorgiamo subito che non si tratterà di una passeggiata: circa 7 o 8 mediatori / agenti di porto ci affiancano ed iniziano a provare a darci una mano. Il più cocciuto di questi era un uomo dai lineamenti misti arabo-tanzaniani, con un occhio solo e con una maglietta della Nazionale italiana di calcio. Fortunatamente eravamo stati informati preventivamente del fatto che queste persone, se vengono coinvolte, richiedono in seguito commissioni fino anche a 50 &#8211; 100$. Dopo un paio di tentativi falliti, devo ammettere che stavo quasi per cedere alle loro pressioni, ma Federica è stata irremovibile: ma scusa, mi diceva, siamo arrivati fino a qui e adesso ci arrendiamo in questo modo? Fortunatamente in questo caso ha avuto ragione. Entrato da una porta laterale, siamo riusciti ad arrivare negli uffici della dogana che erano in pausa pranzo ma pieni di gente. Forse per il nostro approccio, abbiamo raccolto simpatie all’interno degli uffici dove tutti ci hanno aiutati. Da qui siamo passati attraverso altri 4 uffici e infine al personale di sicurezza, che ha passato il “pacco” ai raggi x. Da questa guardia è arrivato l’ultimo tentativo di farsi offrire per lo meno una soda, ma noi eravamo già in ritardo e quindi con un sorriso, siamo riusciti a driblare anche questo. E quindi, nel pomeriggio, il pacco è partito.</p>
<p>PS. Dopo sole 9 ore il pacco era a Milano!</p>
<p>Chiudi&#8230; basito &#8211; F4!</p>
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		<title>Da Kendwa</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 10:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni stiamo accompagnando il Checco. Abbiamo deciso di farlo molto lentamente, facendo una diversione da StoneTown e Kendwa. A partire dal 4 saremo di ritorno per le ultime due settimane a Njombe &#8211; dove ci aspettano tutti i lavori da concludere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni stiamo accompagnando il Checco. Abbiamo deciso di farlo molto lentamente, facendo una diversione da StoneTown e Kendwa. A partire dal 4 saremo di ritorno per le ultime due settimane a Njombe &#8211; dove ci aspettano tutti i lavori da concludere.</p>
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