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	<description>Benvenuti a Njombe - Tanzania</description>
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		<title>Invito ad Albizzate&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:47:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per chi fosse nei paraggi del circolo di Albizzate – Varese – Italia, ci si sente domenica prossima, il 6 maggio!!! Gaia 6 maggio pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi fosse nei paraggi del circolo di Albizzate – Varese – Italia, ci si sente domenica prossima, il 6 maggio!!!<br />
Gaia</p>
<p><a href='http://www.karibunikaribuni.it/2012/05/03/invito-ad-albizzate/6-maggio-pdf-2/' rel='attachment wp-att-395'>6 maggio pdf</a></p>
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		<title>L’arte dell’arrangiarsi…</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 16:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo due settimane di tentativi fallimentari con un team e una gru/muletto della diocesi di Njombe, i 4 container che dall’Italia erano arrivati tempo fa, per i lavori di costruzione e allestimento del campus di Mfereke, sono stati finalmente collocati nella sede a loro designata. Ci serviranno da magazzino per legname e materiale di vario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_392" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/05/03/larte-dellarrangiarsi/prima-3/" rel="attachment wp-att-392"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/05/Prima2-150x150.jpg" alt="" title="Prima" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-392" /></a><p class="wp-caption-text">Prima</p></div>
<div id="attachment_391" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/05/03/larte-dellarrangiarsi/dopo-2/" rel="attachment wp-att-391"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/05/Dopo1-150x150.jpg" alt="" title="Dopo" width="150" height="150" class="size-thumbnail wp-image-391" /></a><p class="wp-caption-text">Dopo</p></div>
<p>Dopo due settimane di tentativi fallimentari con un team e una gru/muletto della diocesi di Njombe, i 4 container che dall’Italia erano arrivati tempo fa, per i lavori di costruzione e allestimento del campus di Mfereke, sono stati finalmente collocati nella sede a loro designata. Ci serviranno da magazzino per legname e materiale di vario tipo.<br />
Edgar..con il solito fare tanzaniano..che tanto le cose prima o poi si sistemano, una soluzione, anche se rocambolesca la troviamo&#8230;.  è riuscito a scovare un simpatico Babu di Njombe, che munito di trattore, vecchi cerchioni di camion arrugginiti, 2 grandi crick, catene, e grosse pietre, tronchi e pezzi di legno rimediati in loco, ha in quattro e quattr’otto posizionato i 4 container sui muretti d’appoggio che i muratori della scuola con gli studenti avevano costruito appositamente, durante le lezioni pratiche di costruzioni. Edgar mi aveva avvisato: «questo Babu sta usando una…chiamiamola…“metodologia tanzaniana tradizionale”, che unita al suo ingegno, stanno davvero  muovendo i container!».<br />
Io con i  ragazzi e  lo staff locale, ci siamo gustati lo spettacolo stupiti e compiaciuti. In mezza giornata il lavoro era fatto!<br />
Da quello che mi raccontano, i container che arrivano dai porti di Dar e Tanga, vengono normalmente “scaricati” dai tir attraverso delle catene e delle motrici che tirando il container lo fanno, non certo dolcemente, sbattere per terra per poi trascinarlo fino a destinazione.<br />
Vedere per credere!<br />
 <a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/05/03/larte-dellarrangiarsi/img_2819/" rel="attachment wp-att-386"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/05/IMG_2819-399x300.jpg" alt="" title="IMG_2819" width="399" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-386" /></a><br />
<a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/05/03/larte-dellarrangiarsi/container-levitante/" rel="attachment wp-att-387"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/05/container-levitante.jpg" alt="" title="container levitante" width="478" height="262" class="alignnone size-full wp-image-387" /></a></p>
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		<title>Asante sana a Loretta e Lino!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 15:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì mattina ci hanno fatto visita a scuola due cari amici di Nessuno Escluso: Loretta e Lino, bolognesi e con un’esperienza decennale qui in Tanzania. La loro base tanzaniana è Lugarawa, dove Lino che è medico, presta servizio all’ospedale. Loretta invece, si divide tra dispensari scuole e orfanotrofi. I propositi della loro vista erano aggiornarci [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/21/asante-sana-a-loretta-e-lino/img_8157/" rel="attachment wp-att-380"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_8157-450x300.jpg" alt="" title="IMG_8157" width="450" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-380" /></a><br />
Mercoledì mattina ci hanno fatto visita a scuola due cari amici di Nessuno Escluso: Loretta e Lino, bolognesi e con un’esperienza decennale qui in Tanzania. La loro base tanzaniana è Lugarawa, dove Lino che è medico, presta servizio all’ospedale. Loretta invece, si divide tra dispensari scuole e orfanotrofi. I propositi della loro vista erano aggiornarci sullo stato dei lavori che Nessuno Escluso finanzia a Lugarawa (costruzione di mensa e refettorio per la Lugarawa Primary School, e costruzione dell’ostello per i familiari dei degenti dell’ospedale), e fare una rapida visita a tutti i 70 studenti della scuola. Con il loro aiuto siamo riusciti a delineare lo stato di salute dei nostri ragazzi, stilare una cartella per ognuno, capire di quali delle malattie comunemente diffuse in Tanzania hanno sofferto, e risolvere qualche “piccolo grande” caso. Il loro aiuto è stato fondamentale ed è davvero capitato al momento giusto, ci tengo in modo particolare a ringraziarli per quello che hanno fatto mercoledì!!! Asante Sana!!!<br />
Gaia </p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/21/asante-sana-a-loretta-e-lino/img_8158/" rel="attachment wp-att-381"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_8158-450x300.jpg" alt="" title="IMG_8158" width="450" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-381" /></a><br />
<a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/21/asante-sana-a-loretta-e-lino/img_8159/" rel="attachment wp-att-382"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_8159-450x300.jpg" alt="" title="IMG_8159" width="450" height="300" class="alignright size-medium wp-image-382" /></a></p>
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		<title>Un fine settimana Sensacional..</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 16:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo cinque finesettimana consecutivi passati fuori Njombe, questo sabato e domenica li ho passati qui, non che siano mancati incontri, lavoro e novità. Sabato infatti sono arrivati Bella e Luca, due ragazzi di Sensacional, ONG italiana ma con operatori provenienti da tutto il mondo, la cui mission riflette una modalità nuova ed emergente di fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/16/un-fine-settimana-sensacional/img_8079/" rel="attachment wp-att-376"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_8079-232x300.jpg" alt="" title="IMG_8079" width="232" height="300" class="alignright size-medium wp-image-376" /></a><br />
Dopo cinque finesettimana consecutivi passati fuori Njombe, questo sabato e domenica li ho passati qui, non che siano mancati incontri, lavoro e novità. Sabato infatti sono arrivati Bella e Luca, due ragazzi di Sensacional, ONG italiana ma con operatori provenienti da tutto il mondo, la cui mission riflette una modalità nuova ed emergente di fare cooperazione. Sensacional si propone infatti come punto di contatto tra investitori sociali, ad esempio aziende italiane, e realtà locali in fermento, che hanno solo bisogno di sostegno e di essere messe in rete con altre realtà per dare concretezza alle loro idee e ai loro progetti. Il  Professional College of Njombe, risponde esattamente all’idea di cooperazione di Sensacional, tutti gli apporti esterni (non tanzaniani) che ci sono, hanno ben chiaro che cooperazione e assistenzialismo sono due cose ben diverse, e che una volta che si sposa una causa, un progetto e vi ci si dedica, bisogna anche avere fin dal’inizio una exit strategy ben chiara e definita nel tempo. Così Bella e Luca sono venuti a farci visita per capire quali sono le possibili sinergie da mettere in campo. Due giorni intensi tra visite alla scuola,  brain storming, confronti e racconti di esperienze di vita.<br />
I due ragazzi sono arrivati in treno da Dar. Siamo andati a prenderli alla stazione dei treni di Makambako. Il viaggio è durato 18 ore. I treni tanzaniani hanno tre classi: la prima classe, è dotata di cuccette, e se ci sono dei bianchi a bordo, stanno sicuramente lì; la seconda classe ha panchine e poltrone imbottite sulle quali la gente si ammassa; in terza classe ci dicono, ci sono delle specie di sedili, ma è quasi come stare in piedi, chiaramente non ci sono posti assegnati, quindi le carrozze si riempiono fino alla saturazione completa di ogni spazio e intercapedine. Il treno è sicuramente il mezzo pubblico più sicuro, se paragonato con i bus che gareggiano come pazzi sulle strade che percorrono il paese. Il problema  del treno, è che se forse si sa quando si parte, non si sa di certo quando si arriva. Per percorrere la distanza Njombe-Dar  ad esempio (700 km), mi hanno sempre detto di mettere in conto due giorni di viaggio..tanto per stare sicuri. Quindi i due ragazzi di Sensacional sono stati molto fortunati!<br />
Io adoro i treni, e ho una discreta carriera da pendolare alle spalle, sono quindi molto curiosa di provare l’esperienza tanzaniana, e quando potrò mettere in conto due giorni di viaggio per coprire la distanza Njombe-Dar, lo farò di sicuro!</p>
<p>Buona settimana!<br />
Gaia</p>
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		<title>Cronache di una Pasqua a Matema, lago Malawi.</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 17:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si parte il venerdì mattina da Njombe. Nel corso del tragitto le due macchine si riempiono, e giunti a Makambako siamo in 11 su una land cruiser ed un pickup. Siamo di NE, ACRA, E&#038;E, FP, CEFA, NYUMBANY e altro ancora. 5 italiani, un’inglese, una sudafricana e due tanzaniane. A Matema però, troveremo altri compari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/11/cronache-di-una-pasqua-a-matema-lago-malawi/img_7991/" rel="attachment wp-att-372"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_7991-450x300.jpg" alt="" title="IMG_7991" width="450" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-372" /></a></p>
<p>Si parte il venerdì mattina da Njombe. Nel corso del tragitto le due macchine si riempiono, e giunti a Makambako siamo in 11 su una land cruiser ed un pickup. Siamo di NE, ACRA, E&#038;E, FP, CEFA, NYUMBANY e altro ancora. 5 italiani, un’inglese, una sudafricana e due tanzaniane. A Matema però, troveremo altri compari che hanno viaggiato in autobus, totale 20 persone.<br />
Il viaggio si dimostra alquanto avventuroso. Partiti da Njombe infatti, crediamo di lasciarci la pioggia alle spalle&#8230;illusi!! Piove per buona parte del tragitto.<br />
Per raggiungere Matema, bisogna dirigersi a nord verso Mbeya, e poi svoltare a sinistra in direzione del confine con il Malawi. Una volta arrivati a Kiela, si lascia la strada sterrata e ci si inoltra in mezzo a villaggi che sorgono tra banani e piante di cacao ( le mie prime piante di cacao….super esaltazione!!).<br />
In condizioni ottimali, il viaggio dovrebbe durare all’incirca sei ore…noi però ce ne mettiamo quasi il doppio, considerando anche una sosta-hamburger alla Metro Cuisine di Mbeya..una prelibatezza!<br />
Il viaggio scorre tranquillamente fino a Kiela, solo le pattuglie della stradale ci rallentano fermandoci diverse volte (sembra che le casse statali necessitino di essere rimpinguate, e multare gli automobilisti è universalmente una delle strategie più gettonate). A Kiela, come detto, lasciamo l’asfalto. Qui iniziamo ad incontrare acqua ovunque. Campi inondati, villaggi allagati, corsi d’acqua straripanti che tracimano dal loro corso naturale e si espandono in ogni direzione. La gente continua la sua vita abbastanza normalmente, donne che stendono i panni, vecchi seduti fuori da capanne e botteghe, bambini che giocano..tutto in almeno quaranta centimetri d’acqua scura.  Guadati diversi tratti allagati, arriviamo in un punto in cui siamo costretti a fermarci. Una gran folla, tantissima acqua che scorre, e nel mezzo, un camion delle bibite incagliato. Ci si consulta, non sappiamo bene che fare, non si capisce quanto si alta l’acqua e quanto forte la corrente. Il fatto che il bus in coda davanti a noi non si arrischi ad attraversare il guado ci fa titubare. Normalmente infatti, gli autisti degli autobus sono degli “scriteriati”, come dice qualcuno, se loro non avanzano un motivo ci sarà. Dopo più di quaranta minuti di sosta, arriva però una jeep dalla direzione opposta. Ci guardiamo e decidiamo di provarci…. La land cruiser in cui sto parte per prima. Sull’altro pickup i passeggeri decidono di salire sul cassone per riprendere l’impresa, consigliare, e soprattutto incitare l’autista. Si va.<br />
Adrenalina, urla, parolacce….Ce la facciamo! Una volta arrivati, noi della prima macchina smontiamo per vedere arrivare i nostri compagni. Ce la fanno anche loro. Tutti giù dalle auto. Si esulta. I due autisti si abbracciano. Molto molto divertente, io lo rifarei!<br />
Procediamo sempre in mezzo all’acqua e dopo le sei di sera arriviamo al Lutheran Centre, sul lago, nel villaggio di Matema. A causa delle piogge e delle inondazioni, è paradossale, ma non c’è acqua, l’acquedotto è stato spazzato via, così che per tre giorni il lago Malawi è la nostra unica fonte di e refrigerio, e anche l’unico modo per darsi una lavata. Durante il resto della nostra permanenza, il sole splende e asciuga, così che mi rimedio la mia bella ustionata tanzaniana! Ci organizziamo per fare passeggiate nei diversi villaggi e per raggiungere Ikombe in canoa, il villaggio dove si producono le ceramiche che si vedono per tutta la regione, e che vengono utilizzate per cucinare o conservare e far fermentare diversi frutti, dalla banana alla cassava. A Pasqua passiamo quasi tutto il giorno spiaggiati. Quattro dei nostri compari si avventurano alla ricerca delle cascate..risultato: sei ore di cammino nell’acqua, e spesso fino alla vita, senza raggiungerle. Questo non è proprio il momento adatto, troppa acqua, meglio riprovarci ad ottobre durante la stagione secca. Ci si dedica a falò e grigliate, si canta e si gioca sulla spiaggia.<br />
L’ultima sera, io e qualche altro avventuriero facciamo in tempo a perderci e ritrovarci, nel tentativo di raggiungere il posto in cui abbiamo pianificato di mangiare. Colpevole il buio pesto che non ci permette di vedere il cartello del Lake Shore infatti, tiriamo dritto per altri due chilometri, fino a che arrivati al Crocodile Camp, il tedesco che lo gestisce ci spiega che dobbiamo tornare indietro. Poco male, fantastica passeggiata, luna piena che si specchia nel lago, ombre di acacie e baobab, qualche mucca e qualche asino. Il lago sembra davvero un posto magico, tutto succede sulle sue rive. La gente ci si lava, pesca, cucina, viene a prendere l’acqua, medita e ozia. Da dove siamo noi riusciamo a vedere le coste del Malawi, in realtà non è molto distante, chissà che non si riesca ad andarci un giorno!</p>
<p>Ciao a tutti!<br />
Gaia</p>
<p> <a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/11/cronache-di-una-pasqua-a-matema-lago-malawi/img_7942/" rel="attachment wp-att-371"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_7942-450x300.jpg" alt="" title="IMG_7942" width="450" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-371" /></a><br />
<a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/11/cronache-di-una-pasqua-a-matema-lago-malawi/img_2728/" rel="attachment wp-att-373"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_2728-399x300.jpg" alt="" title="IMG_2728" width="399" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-373" /></a><br />
<a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/04/11/cronache-di-una-pasqua-a-matema-lago-malawi/img_2753/" rel="attachment wp-att-374"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/04/IMG_2753-399x300.jpg" alt="" title="IMG_2753" width="399" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-374" /></a></p>
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		<title>Buona Pasqua!</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 16:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti!!! Dopo tre giorni di caldo tropicale a Dar es Salaam, dove con parte dello staff di E&#038;E e di Fundacion Paraguaya siamo andati in avanscoperta per il College, una volta a Njombe ho assistito alla più intensa tempesta di pioggia mai vista, e che tra l&#8217;altro è durata tutta la notte! una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti!!!</p>
<p>Dopo tre giorni di caldo tropicale a Dar es Salaam, dove con parte dello staff di E&#038;E e di Fundacion Paraguaya siamo andati in avanscoperta per il College, una volta a Njombe ho assistito alla più intensa tempesta di pioggia mai vista, e che tra l&#8217;altro è durata tutta la notte! una quantità d&#8217;acqua impressionante. Oggi va un po&#8217; meglio!<br />
Fino a questo momento non ero mai riuscita a passare così tanto tempo per le strade del centro di Dar, ma dato che trovare materiale e segnare prezzi era la nostra mission, ho avuto l&#8217;occasione di girarmi e rigirarmi a piedi alcune zone della zona centrale. La città è sicuramente molto caotica e beh..sì..sporca, e l&#8217;aria può essere a tratti irrespirabile, ma certo è anche molto affascinante, soprattutto nella zona delle moschee e dove vive la maggior parte della popolazione indiana. Zona interessantissima da un punto di vista dei traffici commerciali.<br />
Quando potrò starci con un po&#8217; più di calma ve la raconterò un po&#8217; meglio..<br />
Che si fa per Pasqua?<br />
Io domani parto per Matema, sulle rive del lago Malawi, il terzo più grande dell&#8217;Africa. Non vedo l&#8217;ora!<br />
Adesso devo andare altrimenti mi chiudono in ufficio!!!</p>
<p>Buona Pasqua!</p>
<p>Gaia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giovani italiani in Tanzania..</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 12:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generali]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato scorso, io e Luca, geografo ventinovenne che lavora per ACRA a Njombe, siamo partiti alla volta di Iringa, approfittando della necessità di dover fare il tagliando ad un pickup. Iringa si trova a poco più di 200 chilometri da Njombe, andando a est verso Dar. È la prima città vera e propria, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato scorso, io e Luca, geografo ventinovenne che lavora per ACRA a Njombe, siamo partiti alla volta di Iringa, approfittando della necessità di dover fare il tagliando ad un pickup. Iringa si trova a poco più di 200 chilometri da Njombe, andando a est verso Dar. È la prima città vera e propria, che si trova se si va verso est. Dico città perché lì si possono trovare qualche mini-supermarket, elettrodomestici, un grande mercato, e diversi prodotti che a Njombe non ci sono per niente o costano parecchio caro: burro, gelato, carta stagnola, solo per fare degli esempi molto concreti… Dunque Iringa, se comparata a Njombe, che già è una cittadina,  è una metropoli!</p>
<p>È stato un fine settimana intenso, ricco d’incontri e all’insegna dell’italianità. </p>
<p>Dato che si partiva per Iringa, ci è capitato di dare uno strappo a Giovanni, che lavora per il CEFA a Kilolo (villaggio a sud di Iringa), e che si trovava momentaneamente dalle nostre parti per lavorare con la latteria CEFA di Njombe. Giovanni è di Ragusa e si trova in Tanzania da almeno un paio d’anni. È agronomo e vive e gestisce da solo i progetti che CEFA ha in 12 villaggi nella zona di Kilolo.<br />
Arrivati ad Iringa, lasciamo Giovanni alla stazione dei dalla-dalla, ci rivedremo la sera stessa. Giovanni passa spesso il fine settimana ad Iringa, per fare la spesa ed incontrare qualche amico. </p>
<p>Io e Luca portiamo la macchina dal meccanico e facciamo un giro in città. Gironzoliamo per il mercato (consiglio vivamente un giro al mercato coperto di frutta e verdura!!!), andiamo a vedere il Central Lodge, albergo dove Luca si ferma quando gli capita di stare da quelle parti, e che ci dicono essere bruciato la settimana prima. Effettivamente, per un cortocircuito la parte vecchia è seriamente danneggiata. Entriamo in qualche negozietto di bici e cesti, pranziamo, e poi andiamo al centro Nyumbani, dove Irene, la fidanzata di Luca, e Giulia, lavorano da un mesetto come civiliste. Irene è logopedista e Giulia fisioterapista. Il centro Nyumbani è stato aperto pochi anni fa da una coppia di emiliani, Bruna e Lucio. Nel loro centro arrivano ogni giorno bambini con gravi disabilità fisiche e psichiche. La realtà è sicuramente molto dura, ma Bruna, Lucio, Irene e Giulia ci fanno fare un tour del centro e ci spiegano quello che fanno con grande passione.<br />
È pomeriggio, e ci trasferiamo tutti quanti in una fattoria ai piedi della città. Irene e Giulia sono state invitate da una ragazza australiana  a giocare a pallavolo in questa immensa fattoria con cavalli (i primi che vedo in Africa), mucche, pecore, e un’estensione impressionante di terre. La storia che abbiamo sentito è questa: la tenuta risale all’epoca coloniale, e i proprietari erano degli inglesi. Conclusasi la parabola colonialista, i proprietari se ne tornano in Inghilterra lasciando tutto allo stalliere, un bianco, padre o nonno dell’attuale proprietario, il signor Philips, o Filippus, come lo chiamano i locali. Lui si considera tanzaniano a tutti gli effetti, è nato qui, e qui ha tutta la sua famiglia. Il signor Filippus ha i capelli rossi e la faccia da irlandese. Ogni sabato pomeriggio la sua fattoria ospita diversi bianchi dalle provenienze più diverse: Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Australia, Danimarca. Il mercoledì invece, è il giorno del rugby. Restiamo un’oretta. Per non smentirmi io chiaramente non gioco. Osservo la situazione e mi faccio domande. Chiacchiero con una ragazza danese ospitata nella guesthouse della fattoria per un breve periodo. Sta studiando agraria e farà una tesi sugli allevamenti di vacche in Tanzania. A un certo punto scoppia il temporale, rimaniamo per una mezz’oretta riparati sotto la grondaia di una delle dependance. Diminuita la pioggia, ringraziamo e ce ne andiamo. </p>
<p>Per cena veniamo invitati da Luca e Silvia, bolognese lui, di Fano lei. Hanno trent’anni circa, si sono conosciuti qualche anno fa mentre lavoravano come volontari in un centro per bambini ad Iringa . Oggi lavorano per L’Africa Chiama Onlus, ONG marchigiana. Dirigono un centro per l’alimentazione  e un centro orfani. Nella loro casa vive da sei mesi anche Michele, specializzando in chirurgia generale. Michele ha deciso di fare il suo tirocinio in Tanzania, pare che la sua specializzazione siano le amputazioni, ci racconta di essere alla fine della sua esperienza africana e che ne ha viste di tutti i colori. È molto riflessivo, ha il fare da medico, ma di uno di quei medici che sanno parlare con la gente. La serata è molto interessante e spassosissima, ci si racconta di avventure e disavventura africane, di come si è fatto ad arrivare fin qui e di quello che si vorrebbe fare poi. La pizza di Silvia è buonissima, e finiamo a giocare ad un misto tra briscola e non so che.<br />
Si torna in albergo.<br />
La mattina quando mi alzo ritrovo Giovanni con altri amici: Francesca di Roma è educatrice, Daniela, friulana, è infermiera, Marco è di Matera e sta studiando medicina a Pisa, è qui per un paio di mesi per far un’esperienza di volontariato nell’ospedale in cui anche Francesca lavora. I tre ragazzi stanno a Nyololo, un villaggio vicino Mafinga. Lavorano tutti e tre per il COPE, ONG di Catania, che a Nyololo ha costruito un ospedale, dove si trattano soprattutto pazienti malati di AIDS, e un centro per bambini orfani. Quando anche Irene e Luca ci raggiungono, andiamo a fare un giro in città.<br />
È domenica, decidiamo di mangiare tutti assieme in un posto molto carino diretto da Marietta, una signora greca che dice di avermi già visto e che si ricorda i miei occhi. Io effettivamente in quel posto ci sono già stata due mesi fa, quando appena arrivata dall’Italia con Alice, Giorgio e i loro bambini, si è fatto tappa ad Iringa.Io però Marietta non me la ricordo..boh..<br />
È domenica, e ci diciamo che è il giorno del pranzo in famiglia e che è bello stare tutti assieme. Il clima è effettivamente quello, ci siamo solo noi, facciamo un  gran casino, si ride e si chiacchiera di ogni cosa. Iniziamo con un antipasto con crema di melanzane, tzatziki e grissini fatti in casa, passiamo per la moussaka e per uno sformato di zucca, feta e pancetta, concludiamo con crepes e browunish cake. Siamo strapieni e molto contenti, alcuni di noi vanno avanti a riso, ugaly e fagioli da settimane.</p>
<p>È ormai arrivato il momento di rimetterci in cammino verso Njombe, per cercare di arrivare prima che sia troppo buio. Non è simpatico viaggiare con gente e biciclette che spuntano da ogni parte, e nemmeno incrociare tutti quei tir pesanti e scassati è un gran divertimento!  </p>
<p>I ragazzi di Nyololo sono sulla strada che io e Luca dobbiamo fare, quindi gli diamo un passaggio per stare in compagnia ed evitargli il viaggio in dalla-dalla che durerebbe il doppio. Lungo il tragitto progettiamo di rincontrarci ad Iringa il mese prossimo, e a Njombe verso maggio.<br />
Arriviamo a Nyololo al centro di COPE dove ci accoglie Valentina di Ragusa. Il centro è nuovo e molto bello, per arrivarci, una volta lasciata la strada principale, abbiamo fatto circa sei chilometri di sterrato. I ragazzi ci invitano per un caffè e nel frattempo arrivano anche le nuove civiliste: Matilde, Patty e Chiara, che staranno lì per un anno. Io e Luca staremmo volentieri un po’ di più, ma ci manca ancora più di un’ora di strada ed è quasi buio, ci rimettiamo in viaggio e arriviamo a Njombe felici e contenti. </p>
<p>Bilancio. È stato un fine settimana ricco di stimoli. C’è capitato di passare in pochi minuti da situazioni di estrema miseria e disperazione, a situazioni di grande abbondanza e distacco da tutto il resto che sta attorno. Abbiamo riflettuto su queste contraddizioni tutti assieme, ne abbiamo preso parte e ci siamo resi conto che noi abbiamo sempre la possibilità di scegliere e passare di qua o di là.<br />
A parte Irene e Giulia, tutti gli altri ragazzi erano per noi nuove conoscenze. Da Varese, a Fano, da Ragusa a Cesenatico, dal Friuli a Roma passando per Bologna e la Basilicata, una decina di ragazzi italiani quasi tutti sotto i  trent’anni. Tutti incerti rispetto al proprio futuro, ma con tante speranze e diversi sogni, i piedi sempre per terra, tanta generosità e competenza. In mezzo a tanto zozzume e disfattismo tutto questo fa tirare un gran sospiro di sollievo e ti rende fiero di quello che sei! </p>
<p>Bacio a tutti<br />
Gaia</p>
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		<title>Giornate tanzaniane</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 07:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ohilà!! Che si dice dalle vostre parti? Qui si dice che il mio lavoro per le borse di studio si sta quasi per completare. Al momento io e Kelvin siamo riusciti ad occuparci di quasi tutte le borse di studio per i 42 bimbi, ragazzi e ragazze che fanno parte del programma curato da NE, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ohilà!!<br />
Che si dice dalle vostre parti? Qui si dice che il mio lavoro per le borse di studio si sta quasi per completare. Al momento io e Kelvin siamo riusciti ad occuparci di quasi tutte le borse di studio per i 42 bimbi, ragazzi e ragazze che fanno parte del programma curato da NE, mancano all’appello ancora quattro ragazzini che hanno appena sostenuto gli esami del form four (scuola secondaria) e che stanno dunque ancora aspettando i risultati per decidere se proseguire con gli studi o dedicarsi alla ricerca di un lavoro.<br />
Detto questo però, le giornate sono sempre piene di impegni e intensissime. Su uno degli altri versanti in cui NE è impegnata qui in Tanzania infatti, quello del Professional College of Njombe, ogni giorno c’è una scaletta densa di appuntamenti, scadenze, meeting, relazioni da fare ecc.  Al momento, il mio ruolo è ancora poco definito. Diciamo che passo dalle traduzioni, alle relazioni scritte, dalle selezioni di insegnanti e studenti, alle indagini per confrontare prezzi e trovare mucche, maiali, pulcini, mais trattori e quant’altro, dalla contabilità, alle ricerche delle sorgenti per procurare acqua ai campus della scuola.<br />
Adesso che la scuola è iniziata però, stiamo lentamente uscendo dalla situazione di emergenza in cui tutti fanno un po’ di tutto, e i diversi ruoli si stanno delineando. Per cui a breve vi farò sapere cosa abbiamo in mente e di che cosa mi occuperò io…antropologa dell’ambiente al Professional College of Njombe…l’auspicio è chiaramente di rimanere in sintonia con quello che ho studiato e le premesse ci sono tutte!</p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/23/giornate-tanzaniane/20120323-081055/" rel="attachment wp-att-365"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-0810551-525x200.jpg" alt="" title="20120323-081055" width="555" height="215" class="aligncenter size-medium wp-image-365" /></a><br />
Ad ogni modo, come mi è già capitato di raccontarvi e con mia grande felicità, le occasioni per girare in lungo e in largo non mancano. Domenica sono riuscita a fare un gita fuori porta nella zona di Mufindi, a poco più di un centinaio di chilometri da Njombe in direzione Dar,  tra piantagioni di te, foreste di pini e un lago artificiale…ecco alcune foto.<br />
Pace, silenzio, vento e pioggia.</p>
<p>Ciao a tutti<br />
Gaia</p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081031.jpg"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081031.jpg" alt="20120323-081031.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081112.jpg"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081112.jpg" alt="20120323-081112.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081125.jpg"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081125.jpg" alt="20120323-081125.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081133.jpg"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/20120323-081133.jpg" alt="20120323-081133.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>Kila la heri!!!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Mar 2012 07:08:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ciao a tutti… Un breve post solo per farvi sapere che il Professional College of Njombe ha ufficialmente aperto i battenti! Le 28 ragazze e i 44 ragazzi tra i 13 e i 18 anni che sono stati selezionati a seguito delle due settimane di training, si sono definitivamente insediati nei due campus e hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti…</p>
<p>Un breve post solo per farvi sapere che il Professional College of Njombe ha ufficialmente aperto i battenti!</p>
<p>Le 28 ragazze e i 44 ragazzi tra i 13 e i 18 anni che sono stati selezionati a seguito delle due settimane di training, si sono definitivamente insediati nei due campus e hanno iniziato a frequentare la prima self-sufficient school della Tanzania!!! Fa un certo effetto!</p>
<p>Lunedì abbiamo avuto una piccola inaugurazione presieduta dal Vescovo di Njombe, dalle alte cariche di E&#038;E, la società di cui Nessuno Escluso è partner e che gestisce la scuola, dal personale ACRA e da qualche esponente della Fundacion Paraguaya, tutti giunti a Njombe per l’occasione. </p>
<p>Kila la heri a tutti i ragazzi e alla scuola!!!!!! Speriamo che ognuno di noi sappia sfruttare e far fruttare al meglio questa straordinaria opportunità!</p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/16/kila-la-heri/img_7652-4/" rel="attachment wp-att-352"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_76523-450x300.jpg" alt="" title="IMG_7652" width="450" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-352" /></a></p>
<p> ps. Ho iniziato le procedure per ottenere il permesso di soggiorno…avevo detto che sarei rimasta un po’ più del previsto&#8230; beh, si parla di dicembre.</p>
<p>A presto!!</p>
<p>Gaia</p>
]]></content:encoded>
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		<title>In lungo e in largo per la Tanzania…</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 09:31:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hey, come state? Qui tutto bene, in queste ultime due settimane mi è capitato di gironzolare parecchio, quindi vi racconto un po’ quello che mi è successo e dove sono stata. Innanzitutto, ho passato un fine settimana a Dar es Salaam, dove dopo non poche peripezie, sono riuscita a ritirare i libri di matematica ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hey, come state?</p>
<p>Qui tutto bene, in queste ultime due settimane mi è capitato di gironzolare parecchio, quindi vi racconto un po’ quello che mi è successo e dove sono stata.</p>
<p>Innanzitutto, ho passato un fine settimana a Dar es Salaam, dove dopo non poche peripezie, sono riuscita a ritirare i libri di matematica ed inglese che Nessuno Escluso ha acquistato per la Lugarawa Primary School. Devo ammettere che mi sono anche concessa un paio d’ore di spiaggia, il che per il 25 di febbraio non è proprio male! Purtroppo (deludendo alla grande Federica), non sono riuscita a fare il bagno nell’oceano. L’acqua non era proprio pulita dove stavo…</p>
<p>Una volta ripercorsi i 700 chilometri che dividono Dar da Njombe, ho avuto un po’ di tempo per organizzarmi in vista della visita a Lugarawa, Mundini ed Amani, nel distretto di Ludewa, zona sud della regione di Njombe. Le ragioni  del viaggio stanno nel fatto che in questi tre villaggi studiano buona parte dei ragazzi sostenuti da Nessuno Escluso attraverso le borse di studio, e inoltre, a Lugarawa si trovano due poli educativi con cui NE ha in attivo dei progetti specifici: l’asilo montessoriano, e la scuola primaria di Lugarawa (http://www.nessunoesclusoonlus.it/index.php?option=com_content&#038;view=category&#038;layout=blog&#038;id=5&#038;Itemid=9), a cui appunto dovevano essere consegnati i libri di testo acquistati a Dar. </p>
<p>Lugarawa, Mundindi ed Amani si trovano a circa  130-160 chilometri di strada sterrata da Njombe, in una zona bellissima ed estremamente rurale. L’area è davvero affascinante, soprattutto adesso che ci troviamo all’inizio delle grandi piogge, quando il verde è sfolgorante. Per arrivarci si incontrano piantagioni di tè, distese di pini, e poi alberi di mango, banani, mais, girasoli, che tra la terra rossa creano un contrasto mozzafiato.</p>
<p>Io e Kelvin arriviamo a Lugarawa il venerdì mattina. Facciamo subito visita all’asilo e alla scuola primaria. Ci accoglie il maestro George, conosciuto a novembre, responsabile dell’asilo montessoriano. “Quest’anno” dice George orgogliosamente, “abbiamo 106 bambini divisi in tre classi, e una nuova insegnante che ha appena finito un training specifico per questo tipo di scuole.”<br />
I bambini giocano nel cortile, appena mi vedono arrivano in massa per salutarmi uno ad uno, toccandomi la testa mentre pronunciano la formula rispettosa di saluto: “Shikamoo”.<br />
Parlo con George e mi metto a fare qualche foto. I bambini impazziscono quando si vedono inquadrati nello schermo digitale. In pochi secondi sono circondata nuovamente.</p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2369-6/" rel="attachment wp-att-332"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_23695-150x150.jpg" alt="" title="IMG_2369" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-332" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2396-4/" rel="attachment wp-att-345"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_23963-150x150.jpg" alt="" title="IMG_2396" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-345" /></a></p>
<p>George mi mostra lo stato di avanzamento dei lavori per la cucina e la mensa della scuola primaria. A novembre gli operai e i volontari del villaggio, avevano appena iniziato a segnare il perimetro delle costruzioni e a posare i primi mattoni, ora la cucina è terminata e la mensa ha tutte le pareti.</p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2359/" rel="attachment wp-att-334"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_2359-400x300.jpg" alt="" title="IMG_2359" width="400" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-334" /></a></p>
<p>Con mio grande dispiacere, constato che se mentre le costruzioni si stanno elevando,tutto il complesso scolastico non ha più accesso all’acqua. A causa di problemi all’acquedotto locale infatti, la fontana che mi ricordavo di aver visto in azione qualche mese fa, non è più in grado di erogare acqua, cosicché le cuoche, per procurarsi l’acqua necessaria per cucinare per scuola materna (106 bambini) ed elementare (circa 530 bambini), sono costrette a lunghe camminate con i secchi ricolmi d’acqua sulla testa.<br />
Chiaramente questo è un grave problema. George mi dice che con alcuni locali e Lino, dottore di Bologna che da molti anni trascorre dei periodi di lavoro all’ospedale di Lugarawa, si sta pensando di dotare la scuola di un proprio grande serbatoio, così da non dipendere più dai numerosi problemi che affliggono l’acquedotto che serve il villaggio. </p>
<p>Dopo Lugarawa io e Kelvin ci spostiamo a Mundindi, una ventina di chilometri più a sud. Ci sono dei lavori in corso lungo la strada sterrata. Restiamo bloccati e anche la batteria della macchina ci abbandona. Aspettiamo un poco finché un pick up ci tira fuori. Normale amministrazione. </p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2441/" rel="attachment wp-att-335"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_2441-150x150.jpg" alt="" title="IMG_2441" width="150" height="150" class="aligncenter size-thumbnail wp-image-335" /></a></p>
<p>Visitiamo alcuni dei ragazzini delle primarie e secondarie che rientrano nel programma delle borse di studio. Anche per loro ci sono uniformi, penne, matite, quaderni ecc. Non riusciamo a passare da tutti, rimandiamo al giorno dopo la visita al villaggio di Amani.<br />
Per la serata Kelvin si trasferisce a casa di parenti, dato che Mundindi è il suo villaggio natale, io dormo in un albergo. Sono l’unica ospite, e da parecchio credo. La sistemazione è molto molto spartana, ma l’ospitalità è buona. Mi portano dell’acqua scaldata sul fuoco per lavarmi, e il riso con i fagioli che mi preparano è molto gradevole. Non c’è luce e si sentono i grilli.<br />
La mattina seguente, visitiamo gli studenti delle scuole di Amani, poi ritorniamo a Lugarawa.<br />
Terminati i nostri giri ci rimettiamo in cammino verso Njombe…<br />
Dopo qualche centinaia di metri di strada, sento che nel bagagliaio della macchina si lamenta una gallina viva, stipata tra la ruota di scorta, la tanica dell’acqua e degli scatoloni… Kelvin ha fatto spesa in una delle scuole che abbiamo visitato, dove i ragazzi allevano galline. Anche volendo, non ci sarebbe posto per lei sui sedili, siamo pieni di scatole e gente che chiede passaggi.  Dopo un po’ di tempo la gallina smette di lamentarsi, il caldo, e la strada hanno deciso per lei…<br />
È venerdì, ed in serata sono di nuovo a Njombe.<br />
Domenica si riparte. Io, Giovanni, Edgar, suo assistente, Dris, della Fundacion Paraguaya, e Lawrent, l’agronomo del campus di Hagafilo, andiamo in missione per conto del dipartimento di agricoltura del Professional College of Njombe (il nuovo progetto di cui vi ho parlato l’ultima volta). La nostra meta è l’allevamento di pulcini e polli del CEFA (ONG italiana impegnata nello sviluppo rurale), a Matembwe, a un’ora buona di macchina in direzione sud-est rispetto a  Njombe. I motivi della visita sono scovare i segreti dell’arte di allevare polli, e stringere accordi con CEFA, dato che siamo alla ricerca di  pulcini da acquistare e allevare.<br />
La sera rimaniamo a cena a Matembwe a casa di Lawrent, l’agronomo, che si è formato alla scuola di agraria di San Michele all’Adige (TN), e che parla un italiano invidiabile! La moglie e i figli ci accolgono nella loro casa di mattoni rossi immersa nel verde delle piante di mais. La cena a base di riso, pomodoro, erbette, fagioli, pollo, e spaghetti è ottima. Lawrent ci offre anche un liquore al ginepro che viene dall’Italia e che è stato conservato per le occasioni speciali. </p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/washing-hands-ritual-before-dinner/" rel="attachment wp-att-336"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/Washing-hands-ritual-before-dinner-150x150.jpg" alt="" title="Washing hands ritual before dinner" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-336" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/matembwe-at-laurents-house-for-dinner/" rel="attachment wp-att-337"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/Matembwe-at-Laurents-House-for-dinner-150x150.jpg" alt="" title="Matembwe at Laurent&#039;s House for dinner" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-337" /></a></p>
<p>E siamo così arrivati alla giornata di ieri. Con la stessa compagnia, abbiamo macinato la bellezza di 600 chilometri tra il Kitulo National Parck (a nord del Kipengere Range, appena sopra il lago Niassa, confine naturale tra Tanzania e Malawi), Mbeya (città e regione e nord di Njombe), e Mafinga, (a quasi 200 chilometri da Njombe in direzione Dar). WoW!!!!!<br />
Questa volta l&#8217;obbiettivo erano i segreti dell’allevamento di mucche e maiali per la scuola.<br />
Ecco alcune foto&#8230;</p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2571/" rel="attachment wp-att-338"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_2571-150x150.jpg" alt="" title="IMG_2571" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-338" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2537-2/" rel="attachment wp-att-340"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_25371-150x150.jpg" alt="" title="IMG_2537" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-340" /></a></p>
<p><a href="http://www.karibunikaribuni.it/2012/03/07/in-lungo-e-in-largo-per-la-tanzania/img_2573/" rel="attachment wp-att-341"><img src="http://www.karibunikaribuni.it/karibuni_uploads/2012/03/IMG_2573-400x300.jpg" alt="" title="IMG_2573" width="400" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-341" /></a></p>
<p>Ciao a tutti!</p>
<p>Gaia</p>
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